Valerio Poggi

A TU per TU con Valerio Poggi

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“Non  può essere fondamentale un salvataggio sulla riga, ma lo è di più il sacrificio di un anno intero di 22 ragazzi e più.”

Questo il pensiero di Valerio Poggi che Domenica sul campo dell’Olimpia ha regalato forse un pezzetto di quella vittoria che ancora la matematica non regala alla CPC2005.  Quell’intervento sulla riga a respingere una palla indirizzata in rete è rimasto però impresso negli sguardi dei presenti, come una rete realizzata e come un momento di giubilo da raccontare al apri del gol di Alessandro Caforio.

Valerio è un giocatore jolly dei portuali che ha nelle gambe e nella testa  tante posizioni utilizzabili sul terreno di gioco, che hanno permesso al mister Castagnari di schierarlo dove necessitava irruenza ed esperienza, a coprire o ad attaccare da titolare o a subentrare per dar man forza ai compagni. Corsa quasi dinoccolata la sua che ricorda ai nostalgici del calcio quel Toninho Cerezo che negli anni 80 fece la fortuna della Roma, presente e pronto a difendere o imbastire azioni di gioco a seconda delle occasioni in un modo che sembra fuori dall’equilibrio ma che invece regala stabilità a tutta la sqaudra. Valerio nasce calcisticamente nella nostra città e ci gioca per 5 anni vincendo un campionato di  Promozione   e due  campionati in Eccellenza, per poi giocare a Ladispoli, Santa Marinella, Corneto Tarquinia e approdare quattro anni fa alla corte di patron Presutti nella CPC2005.

Momento basilare della stagione portuale e ora con 270 minuti da giocare cercherà con i compagni di vincerle tutte, per approdare nella serie maggiore coronando un cammino lungo nove mesi da capolisti. Con lui ne abbiamo parlato partendo proprio da domenica scorsa.  

D-Partiamo da domenica, 20 minuti solo di gioco per te e un salvataggio sulla riga che forse vale una stagione. Quanto credi sia stato fondamentale per i tre punti

R- Sicuramente fondamentale per i 3 punti di domenica cosi come lo è stato il gol di Alessandro (Caforio ndr), e allo stesso tempo come lo è stata tutta la squadra. Per vincere i campionati serve il sudore di tutti e per tutto l’anno. Quindi non  può essere fondamentale un salvataggio sulla riga, ma lo è di più il sacrificio di un anno intero di 22 ragazzi e più.

D- Binomio lavoro/campo dove spesso bisogna correre per andare a lavorare, questa è la Cpc calcio. Pesa farlo?
R- Col lavoro riesco per fortuna a combinare le cose, a volte corro dal porto al campo o viceversa ma va bene così. Il calcio per me  è una passione a cui ancora mi rimane difficile rinunciare.

D- Meno tre alla fine con il Montespaccato che non cede di un metro nell’inseguimento. Vi crea pressione o maggiore determinazione?
R–3 giornate ma siamo a +2 e questo è importante e poter decidere noi le sorti del campionato è positivo. Ora il Montespaccato si è fatto sotto e un po’ di pressione è normale che ci sia, ma va trasformata in motivazione per essere ancora più determinati

D- Quale e il segreto di questa compagine?
R- Il segreto è il gruppo unito fatto da ragazzi per bene che vogliono tutti lo stesso obbiettivo, e che tutti si sentono importanti per la causa nessuno escluso.

D- Fino alla fine, che messaggio agli inseguitori
R- Agli inseguitori non dico nulla: l’importante è che ancora è tutto in mano nostra.

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