Jacopo Galli

A TU per Tu con Jacopo Galli  7 Aprile 2016

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Foto tratta da il messaggero online

Nel momento clou stagionale della CPC2005 Jacopo Galli trova un posto da titolare nell’undici di Massimo Castagnari,  un incrocio tra necessità e assenze che lo catapulta però con le prestazioni concesse agli spettatori tra gli artefici di questo sogno chiamato Eccellenza. Una corsa la sua che ricorda più un maratoneta  permettendogli di accelerare e frenare a piacimento durante la gara, un mix che lo aiuta quindi a dosare energie fisiche e mentali. Inizia a giocare a 6 anni col Dlf per passare poi all’età di 13 anni al San Gordiano, e rimane li fino all’età di 17 anni per approdare poi alla Cpc impegnata nel suo primo anno di Promozione. Buona la sua prima stagione dove  inizia con la Juniores e si ritrova a fine stagione a giocare una gara di playoff con la prima squadra, dove  segna anche un gol. Con lui dopo la vittoria di Aranova abbiamo parlato di questo finale di stagione:

D- Periodo duro sotto il profilo sportivo in cui tanti fattori hanno coinciso per ingarbugliare la questione. Ieri cosa e cambiato secondo te e quanto inciderà nel futuro.

R-Purtroppo ci siamo complicati la vita da soli perché prima di affrontare il Pescatori Ostia eravamo a +7 e per due partite mal giocate, dove abbiamo raccolto un solo punto, ci siamo ritrovati a +2 sulla seconda. Per la prima volta nella stagione il posto era a rischio e ieri sinceramente serviva una prova di forza per far capire che siamo più vivi che mai, ma soprattutto un segnale per noi che è dal 27 di luglio che corriamo e sudiamo e buttar via un’occasione del genere sarebbe da pazzi. Eravamo consapevoli dell’importanza della partita e tutti abbiamo interpretato il proprio ruolo in maniera giusta e ordinata, perché se ogni domenica giochiamo con questa voglia che abbiamo dall’inizio della stagione è difficile non fare bottino pieno la domenica. Ora pensiamo a domenica e a fare un’altra prestazione importante e cercare un’altra vittoria!

D- E’ da qualche domenica che parti titolare: Il lavoro alla fine paga?

R- il lavoro alla fine paga sempre è vero ed è difficile stare fuori tanto e ritrovarsi dentro tutto in un colpo, ma il calcio è così e devi essere bravo a cogliere l’attimo e a farti trovare sempre pronto. Tutti i compagni più grandi cercano sempre di aiutare noi giovani, mi riferisco a Parla, Boriello, Bevilacqua, Caforio, Panunzi, La Rosa, Loiseaux, Elisei, Ruggero, Gallinari e Poggi che sono giocatori che di categorie importanti ne hanno fatte e soprattutto perché hanno un esperienza enorme che  mettono a disposizione della squadra. Per quanto mi riguarda li devo ringraziare perché al loro fianco ho la possibilità di migliorarmi ad ogni occasione.

D- Sembrerà scontato ripeterlo ma il mister, che ieri ha letto il match in maniera egregia, quanto vi aiuta sotto il profilo mentale?

R- Il mister sotto il piano tattico e soprattutto mentale è bravissimo, ci aiuta moltissimo e ieri ne è stata l’ennesima prova. Lui la vive con noi la partita e ci dice come muoverci in ogni momento, anche se poi siamo noi che lo andiamo a rappresentare in campo. Se durante la settimana si sofferma su determinate cose è perché vuole solamente aiutarci a migliorare, inducendoci a fare ancora meglio la domenica. Purtroppo la perfezione non esiste e c’è sempre da migliorare!

D- Meno sei alla fine: quanto manca a quel sogno chiamato Eccellenza?
R- A quel sogno chiamato Eccellenza mancano ancora 6 finali per un totale di 18 punti. Se tutti remiamo dalla stessa parte, come abbiamo fatto fino ad adesso, e ripeto come fatto fino ad ora dal primo all’ultimo arriveremo a toccarlo con mano quel traguardo, e sarà una cosa fantastica. Ora pensiamo all’Atletico Ladispoli di domenica… Partita per Partita!

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